La storia di Mirella Gregori, scomparsa da Roma il 7 maggio 1983 dopo una chiamata al citofono: il falso Alessandro, il legame con Emanuela Orlandi e le nuove audizioni della Commissione parlamentare.
Mirella Gregori aveva 15 anni quando sparì da Roma in un pomeriggio di primavera. Era il 7 maggio 1983 e si trovava nella sua casa di via Nomentana. Dopo una chiamata al citofono, disse alla madre che sarebbe scesa per pochi minuti a incontrare un ragazzo di nome Alessandro, indicato come un vecchio compagno di scuola. Da quel momento non tornò più.
La famiglia capì presto che qualcosa non andava. Il ragazzo chiamato in causa venne contattato e negò di averla cercata: disse di non vedere Mirella da tempo e di non averle dato alcun appuntamento quel giorno. La denuncia venne presentata la sera stessa. Da allora, della ragazza non è mai stata trovata una traccia certa.

Mirella Gregori: la telefonata, Porta Pia e le prime ore del mistero
Secondo le ricostruzioni, Mirella uscì dicendo che avrebbe raggiunto la zona di Porta Pia, vicino alla statua del Bersagliere. La chiamata al citofono resta uno dei punti centrali del caso: chi si presentò come Alessandro? Perché Mirella decise di scendere? E soprattutto, chi la attese davvero fuori casa?
Il caso all’inizio ebbe meno attenzione mediatica rispetto ad altre scomparse. La svolta arrivò dopo il 22 giugno 1983, quando sparì anche Emanuela Orlandi, cittadina vaticana. Da quel momento i due nomi cominciarono a essere accostati, tra telefonate anonime, comunicati, presunti ricatti e piste mai confermate in modo definitivo.
Una delle telefonate più inquietanti arrivò al bar della famiglia Gregori: una voce indicò con precisione gli abiti che Mirella indossava il giorno della scomparsa. Quel dettaglio fece pensare che chi parlava potesse avere informazioni reali, ma anche in quel caso non si arrivò a una verità giudiziaria.
Il collegamento con Emanuela Orlandi e la Commissione d’inchiesta
Negli anni il caso Mirella Gregori è stato spesso raccontato accanto a quello di Emanuela Orlandi. Sono emerse ipotesi legate alla criminalità romana, al Vaticano, alla Banda della Magliana e a Marco Accetti, l’uomo che si è autoaccusato dei rapimenti. Nessuna di queste piste, però, ha portato a una condanna definitiva.
Nel 2016 la Cassazione ha reso definitiva l’archiviazione dell’inchiesta nei confronti di sei indagati, ritenendo insufficienti gli elementi raccolti. Nonostante questo, la vicenda non è mai uscita dalla memoria pubblica. Nel 2023 è stata istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta dedicata proprio alle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, con audizioni e nuovi approfondimenti anche nel 2024, 2025 e 2026.
Per la famiglia, il punto resta sempre lo stesso: Mirella non può essere ridotta a un’appendice del caso Orlandi. Era una ragazza romana di 15 anni, uscita di casa dopo una chiamata e mai più tornata. Il suo mistero resta aperto: senza corpo, senza responsabili e senza una verità definitiva.